Ehi tu…sì dico proprio a te…tu che hai fatto dell’oppressione e dell’oscurantismo una ragione di vita, vuoi fare il salto di qualità? vuoi diventare un dittatore moderno? Con il nostro apposito kit fai-da-te ci riuscirai in pochi semplici passi, e potrai ottenere una MAGGIORANZA BULGARA, direttamente a casa tua, senza spendere una fortuna per andare in Bulgaria!!!
La piazza poi, ha sempre il suo fascino…scegline una grande, maestosa, con un punto bello alto da cui si possa dominare la plebe (un balcone, magari, se la nostalgia ti attanaglia).
Tienilo bene a mente: senza un nemico (ancorché immaginario) non sei nessuno…
CIAO!!
Questa è veramente divertente: un autista di autobus senegalese di 48 anni (sposato con un'italiana, padre di sette italianissimi marmocchi) è stato licenziato nel Bergamasco dalla compagnia per cui lavorava (dopo dodici-anni-dodici di onorato servizio). Cos'avrà fatto questo muso nero per perdere il posto? Avrà investito una scolaresca, o un intero ospizio? Spacciava droga sugli autobus? Picchiava i passeggeri?
Niente di tutto questo…la sua colpa più grande è semplicemente…la sua nazionalità…Licenziato perché senegalese. E la compagnia non si è neanche presa la briga di addurre una motivazione diversa, che so…inadempienza contrattuale, distrazione sul lavoro, consumo di stupefacenti, no! Lo ha proprio buttato fuori perché l’è nero african…e (sorpresa delle sorprese) la legge gli da ragione. Gli operosi dirigenti dell’azienda, la cui metà è detenuta dall ATM hanno passato notti in bianco a ripassare il codice civile e a leggere tutte le gazzette ufficiali dell’ultimo secolo…(quale modo migliore di spendere i NOSTRI soldi) per trovare un appiglio giuridico...
”Maledetti negher…ci sarà in questo paese una legge che ci permette di farli fuori…o no? Ma dove siamo? In Italia o nel Congo, oh…....AHHH…ECCOOO….
pensavi di sfuggirci eh????” et voilà…
Regio Decreto 8 gennaio 1931, n° 148
Vittorio Emanuele III RE d’Italia (!!!),
per grazia di Dio (!!!!!!!) e per volontà della nazione…
…
Per l’ammissione al servizio è necessario:
1. dichiarare di essere cittadino dello stato Italiano…
Per anni ha mentito e vissuto alla macchia, ma finalmente ha dovuto chinare il capo davanti alla potenza, alla solerzia, in una parola a questa meraviglia che è il diritto italiano…un mondo di Oz dove tutto è permesso, dove c’è una scorciatoia, o una “allungatoia” per qualsiasi cosa, dove la verità sta dalla parte dell’avvocato più bravo (e più costoso)…
Un po’ ci speravo, che lo facesse…Forse spinto dalle mie osservazioni un tantino perentorie (“Cazzo hai scritto un commento al mio post che era lungo come
Facile esagerare con le lodi, specialmente quando si parla di un amico, e non vorrei cadere nel tranello, ma mi riesce veramente difficile trovargli un difetto degno di questo nome….sì, forse si fa sentire poco, è vero.. a volte sembra che non glie ne freghi niente…spesso è irritante nella sua pignoleria o troppo ottuso per non mandarlo a quel paese, e potrei continuare per giorni questo elenco, ma il fatto è questo: se guardo indietro ai momenti passati con Vadim, mi assalgono solo ricordi felici, ed una irrefrenabile risata.
Le imitazioni dei professori e di Guzzanti, i 100 giorni, quel torrente freddo del cazzo, I Metallica e Jimi, fino ai Clash e i Who, passando per i Creedence e i Prophilax (e anche per il “FORTE”); Pon, Sin e Mor, Praga e Salisburgo, Il tunnel e quella mantella improponibile (“Cooperativa Latte CISTERNINO”…ma dove minchia l’avrai presa???)…
A pensarci bene Vadim deve avere una visione meno idilliaca dei nostri trascorsi…è stato molto più facile per me essere suo amico che non il contrario, nondimeno credo di poter affermare che a dispetto del tempo che passa, delle abitudini che cambiano e degli impegni che si moltiplicano, diradando le occasioni di incontro, la nostra amicizia resta ancora intatta, e un motivo ci sarà se l’unico (piccolo) screzio in tutti questi anni risale ai tempi del liceo, per una questione di…minuti…diciamo, ma preferisco lasciare a lui il privilegio di narrarvi l’evento, se ne avrà voglia (e spero proprio di sì, perché è un aneddoto davvero spassoso).
Ci sono cascato, ragazzi…Ero alla Sapienza all’ora di pranzo e…ho mangiato il panino ANTI-RAZTINGER!!!! Una laica rosetta farcita con tre etti di laicissima porchetta di Ariccia, venduto al modico prezzo di un euro e cinquanta, per protestare contro la tanto temuta visita del Pontefice all’università (ho smesso di cercare il nesso tra le due cose al secondo morso). Premetto che non-me-ne-può-fregare-di-meno se Peppiniello apre l’anno accademico o se mi apre una filiale del Vaticano sotto casa. Mi fa un po’ pena chi lo critica senza quartiere, e lo accusa di volerci riportare al medioevo…Chi ancora lo sta a sentire, e magari ci costruisce anche la sua vita, sulle balle che spara, anche lui mi fa pena, ma un po’ di meno: uno corre dietro all’utopia di uno stato laico e senza ingerenza alcuna di Santa Romana Chiesa, l’altro sogna di notte il ritorno dello Stato Pontificio e del Papa Re, e si sveglia barzotto. Quest’ultimo, a mio avviso, ha moooolte più probabilità di vedere le sue fantasie tramutarsi in realtà. Adesso prendetemi per il culo liberamente, ne riparliamo tra 50 anni quando l’Afghanistan al nostro confronto, sembrerà una comunità Hippy; quando ai nostri nipoti daranno a bere fin dalle elementari che Darwin era un terrorista, che le teorie sull’universo non esistono perché esso è stato creato da un “DISEGNO INTELLIGENTE”, e che Giordano Bruno non è stato messo al rogo ma semplicemente “TERMOVALORIZZATO”…
per quella data dovrei avere circa 80 primavere, spero di non esserci e, se ci sarò, spero di non capirci granchè…
Chiedo ad una delle due gentili “paninare” improvvisate cosa ci azzecca ‘sto quarto di maiale che sto ingurgitando con la visita del Pastore Tedesco..non ne ha la più vaga idea, e non mi risponde, anzi, mi fa una faccia terrorizzata tipo “un’altra domanda, un’altra domanda o mi metto ad urlare che sei uno stupratore!”. Allora le chiedo:
“….(mutismo)…”
“Se se…e solo che è npo’TTimda…”
“Boh…guarda te dico, io cioè nun ce capisco niente, perché er mi regazzo fa Fisica, io no..”
“Sì va be’, fin qui ci ero arrivato, e lui che dice?”
“Lui dice che er Papa nun ce deve veni’…perché in finale è contro le cose loro..”
“Cose di chi?”
“La fisica, ma tipo un po’ contro tutta la scienza ‘n generale”
“Certo..certo..ovvio…ma tu che ne pensi?”
“Io..mah…lui m’ha detto quarcosa…er mi ragazzo intendo…”
“Ah..pensavo il Papa…”
“No insomma m’ha detto i motivi e io so d’accordo…”
“Immagino... certo...Il confine tra Scienza e Fede..”
“(che?)”
“
“(cheee???)”
“…la faccenda di Galileo..”
“(questa la so!!!)…Ah sì quello che hanno bruciato!!”
“Beh..no..non l’hanno bruciato, c’hanno provato ma non ci sono riusciti”
“Sei sicuro?”
“Temo di sì..” Distolgo lo sguardo da questa degna figlia di Moccia e lo indirizzo alle sue spalle, verso
“NO, come ti è venuto in mente?”
“Co tutte ‘ste domande che fai…sarai mica un professore?”
“Ecco lo sapevo, dovevo starmi zitto, era meglio il giornalista…”
“Ma perché quanti anni hai?”
“…(non resisto)…Ho circa 11.000 GIORNI, calcolando i bisestili, ciao…”
Merry Fucking Christmas a vossia, amici miei.
O forse è colpa di Veronica (non quella grande che mi fa battere il cuore, quella piccola piccola che viene al doposcuola) e dei suoi occhioni scuri che ti stendono, e che non smettono mai di chiedere "perchè?" (questo senz'altro fa ben sperare).
Sta di fatto che, durante la lezione di sostegno di sabato, ce ne stavamo in un aula a ripassare, entrambi, le divisioni a due cifre. Hai un primo sentore della vecchiaia incombente quando vedi che il “sussidiario” non esiste più, per non parlare dei sistemi di divisione e di contro-prova che sono tutti totalmente cambiati (mai sentito parlare di “divisioni alla canadese con il metodo delle sottrazioni successive”????”). Ma porca vacca: abbiamo moltiplicato, addizionato e diviso nello stesso modo per millenni…perché quello che era rimasto immutato dai tempi di Nabucodonosor è dovuto cambiare negli ultimi vent’anni????
Ci pensa su un attimo, poi, con la naturalezza di chi non sa di muovere coscienze, mi domanda:
“DAVVERROOO??? E ce l’hai ancora?”
“Macchè…dieci giorni dopo la befana me lo ha riportato via...ha detto che a lui serviva”
“Hai visto la befana???”
“Neanche quella, ha portato via il cappello e mi ha semplicemente lasciato un biglietto”
“Giura!”
“Possino ciecamme” (traduzione per i non Romani: “Oh sì, è ovvio che lo giuro”)
“Pensa un po’…io ero quasi certa che fosse papà a portarmi i regali…”
“E sei contenta di esserti sbagliata?”
“SI SI SI!!! Tanto!!!”
Bene, sembra promettente, andiamo avanti, ma non prima di aver acceso una sigaretta...
Innanzitutto, bisogna sapere che il fumo è una dipendenza ingenerata dalla nicotina, (ma nooo...daaai...) una sostanza psicoattiva, con un enorme potenziale di assuefazione.
La nicotina pur non essendo particolarmente tossica alle dosi liberate con la sigaretta, è la vera responsabile di tutti i danni da fumo. Induce nel fumatore un miglioramento dei processi cognitivi, (Matematica: 40 sigarette sono un pacchetto da venti e due da dieci, ok; Inglese: CAMEL vuol dire cammello...ok, sono un piccolo genio...)
dell’attenzione e delle performance psicomotorie (ho appena effettuato un doppio Axel a sinistra senza pattini e senza ghiaccio, forse non erano solo sigarette...)
è dotata di effetto ansiolitico, migliora l’umore, ha proprietà euforizzanti e trasmette piacere.
Sono questi ultimi effetti quelli che portano il fumatore a ripetere l’atto del fumare, alla ricerca del piacere. (Come dare torto al povero fumatore?)
[...]Ecco le ragioni del “circolo vizioso” che portano il fumatore ad aver bisogno della sigaretta. Interromperlo però è possibile e rivolgersi al medico è il primo passo per riuscirci. La sua figura è importante perchè è la persona che saprà aiutare e consigliare al meglio il fumatore, suggerendo un percorso che si adatti alle specifiche esigenze di ognuno[...] (Il mio medico fuma tutto il fumabile: sigarette, sigari, pipa e un intruglio peruviano pastoso a dir poco sospetto...sarebbe come affidare la pecora al lupo...)
Se poi i metodi tradizionali dovessero fallire, ecco allora le "cure alternative"“L’Architetto” è il mio datore di lavoro, nel suo studio ci siamo solo io e lui (insieme ad altri liberi professionisti che lavorano per conto loro nelle stanze adiacenti), il che comporta un rapporto di lavoro molto stretto, e spesso informale…a volte è quasi un rapporto padre-figlio, visto che con l’età ci siamo, più o meno…
Le “Perle”, invece, altro non sono che gocce di saggezza, o di umorismo, che il nostro eroe regala generosamente nei giorni in cui è più ispirato, forte della sua vena poetica, satirica, della sua grande proprietà di linguaggio (è sorprendente, dovete credermi) ma anche della sua innata capacità di passare da un registro elevatissimo (stile Accademia della Crusca) ad uno di scarsissimo spessore (stile Accademia dell’antico Coatto Romano). Non a caso è un discreto attore teatrale, nel tempo libero…
Arashi: “Come no…dal solito negozio oppure dal “Milanista”?”
(dare soprannomi è il modo più rapido per identificare i luoghi, specialmente quando ci sono quattro copisterie nella stessa strada)
Architetto: “No, ce n’è uno nuovo vicino al bar, quando ne ho tante da fare voglio portarle lì, perché mi fa uno sconto”
(e, aggiungo io, perché la moglie del proprietario è una gnocca micidiale che porta i suoi 50 anni come fossero 30, che veste sempre in maniera succinta e che fa la gatta morta con chiunque varchi la soglia del negozio).
Arashi: “Bene, ma bisogna dare un soprannome anche a questo, altrimenti faccio confusione…come lo chiamiamo?”
Architetto: “Il CORNUTO”
Arashi (che ancora non sapeva ci fosse la signora, in negozio): “Beh, un bel soprannome, non c’è che dire…ma perché l’ha detto con tanta sicurezza, mi scusi…questo tizio ha la faccia da cornuto?”
Architetto: “Non esattamente: più che la faccia…ha
Poche sere fa, a cena, Il sottoscritto, suo padre, sua madre e sua sorella discutevano animatamente di biologia…
Non ho potuto fare a meno di pensare che noi esseri umani, dominatori del mondo, siamo individui decisamente troppo complessi: per sopravvivere abbiamo bisogno di respirare, bere, mangiare, lacrimare, sudare, non possiamo fare a meno dell’acqua, del sole, di un telefonino, di un’adsl veloce e un buon avvocato.
Invece questa tenera creaturina ha resistito per mezza giornata (tempo che assume una certa rilevanza rapportato alla sua vita media) fuori del suo habitat naturale, senza cibo nè acqua (e scusate se è poco, direbbe lei), mentre i più dotati fra noi, non resisterebbero più di 5 minuti sotto la superficie marina.
Ripeto, siamo individui troppo complessi e, presto o tardi, la natura ci presenterà il conto (più prima che poi, se continuiamo a stuzzicarla in questo modo). Quando un evento catastrofico dovesse verificarsi (Meteorite, disastro ambientale, Berlusconi di nuovo al governo) noi ci estingueremmo rapidamente mentre altre specie, organismi più semplici, più adattabili, più resistenti, sopravviveranno, e allora le mazzancolle domineranno la terra, cucinando in padella i nostri pochissimi sopravvissuti, e consumando una feroce vendetta evolutiva…(oltre che un lauto pasto).
"Tra 2000 anni non avremo più il mignolo del piede, si sta atrofizzando!!”
“Uno scarafaggio può resistere due mesi senza cibo ed è immune alle radiazioni!!!”
“Lo sapevate? SAPEVATELO!!!!”
Roma è un po’ puttana.
Spesso si nasconde…per quanto uno possa conoscerla non faticherà molto a trovare un vicolo, una piazza o uno scorcio che non aveva mai visto. C’è una cosa della mia città, che più di tutte mi affascina, mi tormenta e mi tiene per le palle: il Fiume Tevere…lo so, non brillo in fantasia, ma che ci posso fare?
Ogni tanto ci vado, sul greto, a godermi lo spettacolo e a pensare, incurante della sporcizia (tanta, troppa…) e dell’odore a tratti nauseante. Ieri notte l’ho fatto: sarà che la serata è finita presto, che la compagnia si è diradata, sarà che lei era lontana e che piovigginava…insomma la serata perfetta…