The Hell Blues

Ora vi racconto la mia vita... RONF... RONF...
martedì, 29 aprile 2008

Televendita

Ehi tu…sì dico proprio a te…tu che hai fatto dell’oppressione e dell’oscurantismo una ragione di vita, vuoi fare il salto di qualità? vuoi diventare un dittatore moderno? Con il nostro apposito kit fai-da-te ci riuscirai in pochi semplici passi, e potrai ottenere una MAGGIORANZA BULGARA, direttamente a casa tua, senza spendere una fortuna per andare in Bulgaria!!!

Per prima cosa, dimentica la figura inflazionata del dittatore “vecchia maniera”: basta purghe e costosi campi di prigionia, niente più avvelenamenti, insabbiamenti e manovre del genere, ad alto rischio e soprattutto basta con quelle ingombranti statue equestri che, in caso di sommossa popolare, vengono sistematicamente abbattute. Tutto questo è preistoria!!! Adesso, con il nostro video-corso, potrai soggiogare il tuo popolo, senza farlo neanche insospettire, evitando quelle fastidiose rivolte che porrebbero fine al tuo simpatico regime.

Prendi  una nazione scontenta, massacrata da decenni di malgoverno e malaffare, insomma un paese allo sfascio (poco importa se di quello sfascio sei responsabile anche tu, la gente ha memoria corta, specialmente quando ha l’illusione che di qui a breve si riempirà la pancia). Fatto? Bbbbeneee…adesso procurati una faccia da cazzo e cospargi tutto con abbbbbondante colla vinilica (per sembrare più giovane, ovvio…) Fatto?

Ora ti serve qualche organo di regime: giornali e televisioni (magari un paio, anzi tre, di cui una abusiva, tanto per far capire chi comanda) che non facciano la solita propaganda esplicita, ormai obsoleta e facilmente smascherabile, ma che, subdolamente, si occupino di aizzare il popolo contro i tuoi avversari quando sono al governo (bombardandolo di messaggi sul costo della vita, su quanto alte siano le tasse,  su quanto tutto faccia schifo, quanto tutto stia andando a rotoli) e di anestetizzarlo, viceversa, quando sei tu al timone, per distrarlo dalla realtà (panem et circenses: parlagli di vacanze, di moda, di nuove tendenze e di come sia favoloso possedere un gioiello Hi-tech o accendere un mutuo, anche se non può permetterselo). Inoltre  ricordagli sempre che…SIAMO IN PERICOLO…per cosa? Non importa…sentirsi minacciati li farà sentire più deboli, e bisognosi della tua indispensabile protezione. La parola ALLARME non deve mai mancare nei tuoi notiziari: allarme criminalità, allarme caro-vita, allarme immigrati, allarme maltempo, allarme bel tempo….va bene qualsiasi cosa, basta che semini il terrore.
La piazza poi, ha sempre il suo fascino…scegline una grande, maestosa, con un punto bello alto da cui si possa dominare la plebe (un balcone, magari, se la nostalgia ti attanaglia).

In seguito, occupati di denigrare e delegittimare qualsiasi istituzione possa ostacolarti, e mi raccomando, comincia dalla giustizia: “legalità” vuol dire tenere le strade pulite, i rapinatori in galera e gli immigrati fuori, sicchè il cittadino (specialmente quello che vive nel terrore, ma non subisce uno scippo da cinque generazioni) possa bearsi del suo brodo di giuggiole e concedersi il lusso di ignorare i loschi traffici che avvengono dentro ai “palazzi”, dietro quelle facciate bianche candide.

La cosa più importante di cui il moderno dittatore ha bisogno, però, è un nemico! Non un avversario politico, badate bene, o una persona fisica…sto parlando di un nemico OSCURO, pericolosissimo e sfuggente, da cui le persone sentano il bisogno di essere protette: sceglilo con cura, non c’è un nemico ideale per ogni situazione, basta che sia qualcosa di cui il popolo possa aver paura come la peste. Evita di puntare su “l’uomo nero” (ormai fuori moda, e rimpiazzato dall’ “Uomo dell’est” o dal “Figlio di Allah”) e concentrati sui vecchi classici, che non falliscono mai. I “Comunisti” per quanto morti, sepolti, inoffensivi, suscitano ancora un certo timore, e la parola, quando brandita come una minaccia durante un comizio, al cospetto di una folla imbecille, genera reazioni confortanti. Quale padre di famiglia resta indifferente di fronte al pensiero che il proprio bambino venga divorato da un sindacalista? (sii credibile, si deve capire che il pericolo è REALE!!!)
Tienilo bene a mente: senza un nemico (ancorché immaginario) non sei nessuno

E allora, cosa aspetti? Chiama subito il nostro numero verde e avrai un esperto sempre a tua disposizione…Se sarai fra le prime dieci telefonate riceverai gratuitamente, con il nostro kit, la pratica TESTA DI LEGNO, un servo fedele a cui intestare tutte quelle società che potrebbero coinvolgerti in uno scomodo “conflitto di interessi”. Questo braccio destro, all’occorrenza, può essere consigliato come sposo ad una popolana…il che, a volte, è l’unico modo per garantirle un futuro.

Non esitare!!! Alza il telefono o manda un sms al numero in sovrimpressione con su scritto RIALZATI ITALIA, per ricevere loghi e suonerie dei tuoi dittatori preferiti.

CIAO!!

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mercoledì, 13 febbraio 2008

Scende alla prossima?

Questa è veramente divertente: un autista di autobus senegalese di 48 anni (sposato con un'italiana, padre di sette italianissimi marmocchi) è stato licenziato nel Bergamasco dalla compagnia per cui lavorava (dopo dodici-anni-dodici di onorato servizio). Cos'avrà fatto questo muso nero per perdere il posto? Avrà investito una scolaresca, o un intero ospizio? Spacciava droga sugli autobus? Picchiava i passeggeri?
Niente di tutto questo…la sua colpa più grande è semplicemente…la sua nazionalitàLicenziato perché senegalese. E la compagnia non si è neanche presa la briga di addurre una motivazione diversa, che so…inadempienza contrattuale, distrazione sul lavoro, consumo di stupefacenti, no! Lo ha proprio buttato fuori perché l’è nero african…e (sorpresa delle sorprese) la legge gli da ragione. Gli operosi dirigenti dell’azienda, la cui metà è detenuta dall ATM hanno passato notti in bianco a ripassare il codice civile e a leggere tutte le gazzette ufficiali dell’ultimo secolo…(quale modo migliore di spendere i NOSTRI soldi) per trovare un appiglio giuridico...

”Maledetti negher…ci sarà in questo paese una legge che ci permette di farli fuori…o no? Ma dove siamo? In Italia o nel Congo, oh…....AHHH…ECCOOO….
pensavi di sfuggirci eh????”
et voilà…

Regio Decreto 8 gennaio 1931, n° 148

Il testo è inequivocabile:

Vittorio Emanuele III RE d’Italia (!!!),
per grazia di Dio (!!!!!!!) e per volontà della nazione…


Art. 10 (del regolamento per gli auto-ferro-tramvieri)

Per l’ammissione al servizio è necessario:
1. dichiarare di essere cittadino dello stato Italiano

 Così l’autista fuorilegge (che sperava di ingannare tutti spacciando la sua pelle scura per abbronzata, e la sua parlata incerta per un dialetto meridionale) adesso rischia pene severissime: dal confino alla catapulta…la legge è legge ed è uguale per…(va be’…questa cazzata ve la risparmio)
Per anni ha mentito e vissuto alla macchia, ma finalmente ha dovuto chinare il capo davanti alla potenza, alla solerzia, in una parola a questa meraviglia che è il diritto italiano…un mondo di Oz dove tutto è permesso, dove c’è una scorciatoia, o una “allungatoia” per qualsiasi cosa, dove la verità sta dalla parte dell’avvocato più bravo (e più costoso)…

 L’unica speranza, per Ka Djibi, 48 anni, e per la sua numerosa famiglia, adesso è l’abiura…deve negare di aver guidato il bus per tutti questi anni in stato di evidente “senegalesità”…ma è chiaro che tutti ci auguriamo, in nome del RE e in grazia di Dio, una pronta condanna

 La sentite anche voi questa piacevole sensazione? Non sentite anche voi che stiamo recuperando i sani princìpi di un tempo? L’Italia sta tornando, fratelli…le elezioni sono lontane ancora (non per tutti, Emilio Fede ha già ricominciato a chiamarlo Premier, il nano…) ma io mi sento già parte di questa Italia che ritorna ai vecchi valori…non un Popolo sovrano, ma Il Popolo DEL Sovrano, non un popolo di fratelli, ma il Popolo DELLE confraternite, non un popolo libero, ma il Popolo…

 …oh cazzo…

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lunedì, 28 gennaio 2008

Memento

Memoria che scricchiola, memoria insabbiata...memoria scomoda e memoria distorta.

Un giorno per ricordare, e da ricordare in eterno ai nostri figli e a i nostri nipoti.

Per non dimenticare, e per gridare al mondo che NO, non succederà ancora...

E un battito d'ali nel vento anche in memoria di chi, nel giorno in cui si dovrebbero ricordare tutte le vittime dell'olocausto, non viene mai nominato, o viene nominato sottovoce...quasi che il dolore, la persecuzione, la  storia stessa, siano un' esclusiva...

  • 5,6–6,1 milioni di ebrei
  • 3,5–6 milioni di civili Slavi
  • 2,5–4 milioni di prigionieri di guerra
  • 1–1,5 milioni di dissidenti politici
  • 200.000–800.000 tra Rom e Sinti
  • 200.000–300.000 portatori di handicap
  • 10.000–250.000 omosessuali
  • 2.000 testimoni di Geova
                                                                                                                        ...Mai più...
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sabato, 26 gennaio 2008

CLINAMEN - un blog annunciato

Un po’ ci speravo, che lo facesse…Forse spinto dalle mie osservazioni un tantino perentorie (“Cazzo hai scritto un commento al mio post che era lungo come la Treccani!!! apriti un blog tuo, no???), forse solo dalla voglia di tirare fuori un po’ di quello che custodisce dentro. Ma adesso...


quest’uomo ha un blog (era ora)!!

E la notizia non può che farmi piacere, sia per l’affetto che a lui mi lega, sia per le sue indubbie doti di scrittore. E visto che lo conosco da un po’ di tempo, e visto che in barba all’anonimato sbatte la sua identità, i suoi sogni e la sua anima sul web (ci vuole fegato fratelli, non giudicate…), ho pensato bene di introdurlo degnamente in questo mio modesto spazio.

Impossibile parlare di VADIM (si chiama proprio così, non è un nome di battaglia tipo Kmer o Pdor) com’è oggi, senza pensare a com’era ieri: ai tempi del liceo il soggetto in questione si era guadagnato il soprannome di VICHINGO sul campo…per la sua folta e lunga capigliatura, il fisico scultoreo ed i lineamenti che tradivano, senza possibilità di errore, origini nordiche. A guardare le foto sul suo blog si direbbe che ho sbagliato persona, ma non è così, ve lo assicuro: il “Vico” (o “ViKo, per un breve quanto travagliato periodo) non era solo uno degli esemplari di maschio più appetibili di tutto il “J.F.Kennedy”, ma era anche uno studente modello: diligente, acuto, indefesso…Poi le cattive amicizie (leggi: il sottoscritto) lo hanno allontanato dalla retta via, e ha perso un po’ di smalto. Poi l’università, e il suo periodo oscuro, da dimenticare…Nel vortice della vita è facile perdere la rotta, e forse, per un po’, l’ha persa anche lui, (so di cosa parlo), ma da buon capitano ha tenuto saldo il timone, e adesso, se non sbaglio di grosso, sta cominciando a raccogliere i frutti di ciò che ha seminato.

Facile esagerare con le lodi, specialmente quando si parla di un amico, e non vorrei cadere nel tranello, ma mi riesce veramente difficile trovargli un difetto degno di questo nome….sì, forse si fa sentire poco, è vero.. a volte sembra che non glie ne freghi niente…spesso è irritante nella sua pignoleria o troppo ottuso per non mandarlo a quel paese, e potrei continuare per giorni questo elenco, ma il fatto è questo: se guardo indietro ai momenti passati con Vadim, mi assalgono solo ricordi felici, ed una irrefrenabile risata.
Le imitazioni dei professori e di Guzzanti, i 100 giorni, quel torrente freddo del cazzo, I Metallica e Jimi, fino ai Clash e i Who, passando per i Creedence e i Prophilax (e anche per il “FORTE”); Pon, Sin e Mor, Praga e Salisburgo, Il tunnel e quella mantella improponibile (“Cooperativa Latte CISTERNINO”…ma dove minchia l’avrai presa???)…La Sardegna, Foxey Lady, il fazzoletto in testa, e poi il Piz Boè, la ferrata e il vento boia, ad affrontare (onore al manipolo di eroi) le montagne e mostrare le chiappe alle persone che passavano in funivia, ma come ci è saltato in mente??? E poi il Circo Massimo, che si tinge di giallo e rosso, e finalmente di azzurro…I Simpson e i Griffin, il Risiko ed il Poker…Ti ho trascinato dove non saresti mai venuto, ti ho fatto vestire da “TITANIC” (non da un personaggio di Titanic…proprio da transatlantico…e mancavano sei mesi a carnevale) nella improbabile speranza di entrare gratis all’ AIR TERMINAL (quando ancora ci si ballava, sigh…), abbiamo persino recitato insieme, e spero avremo occasione di rifarlo presto.  

A pensarci bene Vadim deve avere una visione meno idilliaca dei nostri trascorsi…è stato molto più facile per me essere suo amico che non il contrario, nondimeno credo di poter affermare che a dispetto del tempo che passa, delle abitudini che cambiano e degli impegni che si moltiplicano, diradando le occasioni di incontro, la nostra amicizia resta ancora intatta, e un motivo ci sarà se l’unico (piccolo) screzio in tutti questi anni risale ai tempi del liceo, per una questione di…minuti…diciamo, ma preferisco lasciare a lui il privilegio di narrarvi l’evento, se ne avrà voglia (e spero proprio di sì, perché è un aneddoto davvero spassoso).

 In poche parole, ragazzi, godetevi i futuri scritti del VICHINGO, che se avrà la bontà di non prendersi troppo sul serio,vi delizierà (posso garantire fin d’ora) con perle di stile e di ironia. Sicuramente un valore aggiunto sulla piattaforma di Splinder, una pagina da inserire obbligatoriamente tra i preferiti.

 Buon lavoro Vichi’

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giovedì, 17 gennaio 2008

Santa Porchetta

Ci sono cascato, ragazzi…Ero alla Sapienza all’ora di pranzo e…ho mangiato  il panino ANTI-RAZTINGER!!!! Una laica rosetta farcita con tre etti di laicissima porchetta di Ariccia, venduto al modico prezzo di un euro e cinquanta, per protestare contro la tanto temuta visita del Pontefice all’università (ho smesso di cercare il nesso tra le due cose al secondo morso). Premetto che non-me-ne-può-fregare-di-meno se Peppiniello apre l’anno accademico o se mi apre una filiale del Vaticano sotto casa. Mi fa un po’ pena chi lo critica senza quartiere, e lo accusa di volerci riportare al medioevo…Chi ancora lo sta a sentire, e magari ci costruisce anche la sua vita, sulle balle che spara, anche lui mi fa pena, ma un po’ di meno: uno corre dietro all’utopia di uno stato laico e senza ingerenza alcuna di Santa Romana Chiesa, l’altro sogna di notte il ritorno dello Stato Pontificio e del Papa Re, e si sveglia barzotto. Quest’ultimo, a mio avviso, ha moooolte più probabilità di vedere le sue fantasie tramutarsi in realtà. Adesso prendetemi per il culo liberamente, ne riparliamo tra 50 anni quando l’Afghanistan al nostro confronto, sembrerà una comunità Hippy; quando ai nostri nipoti daranno a bere fin dalle elementari che Darwin era un terrorista, che le teorie sull’universo non esistono perché esso è stato creato da un “DISEGNO INTELLIGENTE”, e che Giordano Bruno non è stato messo al rogo ma semplicemente “TERMOVALORIZZATO”

per quella data dovrei avere circa 80 primavere, spero di non esserci e, se ci sarò, spero di non capirci granchè…

 Ma torniamo alla cotica e al pane scrocchiarello.
Chiedo ad una delle due gentili “paninare” improvvisate cosa ci azzecca ‘sto quarto di maiale che sto ingurgitando con la visita del Pastore Tedesco..non ne ha la più vaga idea, e non mi risponde, anzi, mi fa una faccia terrorizzata tipo “un’altra domanda, un’altra domanda o mi metto ad urlare che sei uno stupratore!”. Allora le chiedo:

 “A che facoltà siete iscritte?”
“….(mutismo)…”

 Provo con l’altra: “Ma l’amica tua sa parlare?”
“Se se…e solo che è npo’TTimda…”

 Soppeso la mia interlocutrice: bianca, 20 anni circa, chewing gum tra le fauci e mani sui fianchi, trucco aggressivo…l’espressione sul suo viso non lasciava dubbi: un’aspirante prezzemolina parcheggiata pericolosamente (per lei e per il prossimo) nel posto più sbagliato possibile: l’UNIVERSITA’…

 “Ma voi siete d’accordo con questa protesta? Cioè voi siete veramente convinte che il Papa non debba venire qui?”
“Boh…guarda te dico, io cioè nun ce capisco niente, perché er mi regazzo fa Fisica, io no..”
“Sì va be’, fin qui ci ero arrivato, e lui che dice?”
“Lui dice che er Papa nun ce deve veni’…perché in finale  è contro le cose loro..”
“Cose di chi?”
“La fisica, ma tipo un po’ contro tutta la scienza ‘n generale”
“Certo..certo..ovvio…ma tu che ne pensi?”
“Io..mah…lui m’ha detto quarcosa…er mi ragazzo intendo…”
“Ah..pensavo il Papa…”
“No insomma m’ha detto i motivi e io so d’accordo…”
“Immagino... certo...Il confine tra Scienza e Fede..”

“(che?)”
la Lectio Magistralis di Ratisbona…”
“(cheee???)”
“…la faccenda di Galileo..”
(questa la so!!!)…Ah sì quello che hanno bruciato!!”
“Beh..no..non l’hanno bruciato, c’hanno provato ma non ci sono riusciti”
“Sei sicuro?”
“Temo di sì..”
Distolgo lo sguardo da questa degna figlia di Moccia e lo indirizzo alle sue spalle, verso la Minerva…per un attimo mi è apparsa incazzata nera con lo scudo fra i denti e la lancia puntata verso la di lei schiena

“Ma che sei un giornalista??”
“NO, come ti è venuto in mente?”
“Co tutte ‘ste domande che fai…sarai mica un professore?”
“Ecco lo sapevo, dovevo starmi zitto, era meglio il giornalista…”
“Ma perché quanti anni hai?”
…(non resisto)…Ho circa 11.000 GIORNI, calcolando i bisestili, ciao…”

 Me ne sono andato senza voltarmi, quindi non vi so dire se la nostra eroina è rimasta lì a contare oppure no, non so dirvi se ancora sta cercando sul telefonino la funzione “CALCOLATRICE” o se (ignorando il mio 676esimo quesito della SUSY) ha ricominciato a farcire panini. Magari ha semplicemente tirato fuori dal suo zaino la fedele copia di “TRE METRI SOPRA IL CIELO” …è pensare che se si fosse chiamato 118 pollici sopra l’esosfera” non lo avrebbe mai comprato, eppure è più o meno la stessa cosa eh…

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mercoledì, 26 dicembre 2007

Babbo Bastardo

Merry Fucking Christmas a vossia, amici miei.
Sabato mattina mi ha preso bruttisima: sarà che sto invecchiando e che certe cose mi colpiscono più di quanto sia lecito aspettarsi, Forse è colpa di questa atmosfera natalizia dei miei stivali che riempie l'aria di miele e cannella, zucchero filato e succo di tegolino, roba da farti venire il diabete solo a respirare.
O forse è colpa di Veronica (non quella grande che mi fa battere il cuore, quella piccola piccola che viene al doposcuola) e dei suoi occhioni scuri che ti stendono, e che non smettono mai di chiedere "perchè?" (questo senz'altro fa ben sperare).
Sta di fatto che, durante la lezione di sostegno di sabato, ce ne stavamo in un aula a ripassare, entrambi, le divisioni a due cifre. Hai un primo sentore della vecchiaia incombente quando vedi che il “sussidiario” non esiste più, per non parlare dei sistemi di divisione e di contro-prova che sono tutti totalmente cambiati (mai sentito parlare di “divisioni alla canadese con il metodo delle sottrazioni successive”????”). Ma porca vacca: abbiamo moltiplicato, addizionato e diviso nello stesso modo per millenni…perché quello che era rimasto immutato dai tempi di Nabucodonosor è dovuto cambiare negli ultimi vent’anni????

 Va be’, chiusa parentesi…il momento in cui mi sono sentito un matusa è stato quando Veronica ha cominciato a parlare dei programmi per la vigilia, nulla di particolarmente originale: Cenone, tombolata, regali, tutti al letto presto che la notte arriva Babbo Natale….Babbo Natale…(ragazzina….ti conosco da un po’…e so cosa vuol dire quella faccia: penso tu stia per chiedermi se babbo Natale esiste e/o se credo in lui; ti avverto che la risposta non ti piacerà…come cacchio si può credere ad un tizio che pesa 150 chili, scende dal camino, lascia i regali, risale sulla slitta che aveva lasciato in seconda fila e poi ricomincia il giro...sii seria, per cortesia…)

Ci pensa su un attimo, poi, con la naturalezza di chi non sa di muovere coscienze, mi domanda:

 “Tu LO HAI MAI VISTO Babbo Natale?”

 Mi sono sentito correre un brivido lungo la spina dorsale, e come per magia mi sono tornate in mente (in senso stretto, visto che le avevo totalmente rimosse) le notti in bianco alla caccia di Santa Claus: dentro al letto con le orecchie allungate per sentire rumori che non arrivavano mai…Addirittura una sul divano, in salone, ad aspettarlo tutta la notte…invano, visto che mi addormentai, e trovai come unica prova del suo passaggio (e conseguentemente della sua esistenza) un inequivocabile cappello rosso e bianco.

 “No piccola, non l’ho mai visto…mi è sempre sfuggito di un niente, ma ho tenuto il suo cappello per un po’…”

“DAVVERROOO??? E ce l’hai ancora?”

“Macchè…dieci giorni dopo la befana me lo ha riportato via...ha detto che a lui serviva”

“Hai visto la befana???”

“Neanche quella, ha portato via il cappello e mi ha semplicemente lasciato un biglietto”

“Giura!”

“Possino ciecamme” (traduzione per i non Romani: “Oh sì, è ovvio che lo giuro”)

“Pensa un po’…io ero quasi certa che fosse papà a portarmi i regali…”

“E sei contenta di esserti sbagliata?”

“SI SI SI!!! Tanto!!!”

 Vedi, piccolina, oggi mi hai insegnato che sbagliarsi non è così male, a volte, ma soprattutto che si può credere, in piccole dosi (magari una volta all’anno) anche in quello che non si vede, in quello che ci fa stare meglio…
Io ti ho insegnato a fare le divisioni a due cifre e forse (ma solo forse) ti ho regalato qualche notte di Natale insonne ad aspettare il panciuto dispensatore di doni…mi sa che sono ancora in debito con te, dico bene?
Oh…oh…oh…oh….

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giovedì, 29 novembre 2007

Tutto fumo...

a volte basta un banner, cliccato per sbaglio e....puff...guarda cosa ti spunta fuori.

IO SMETTO COSI' - non fumo più (Tradotto: consigli su come illudersi di dire basta alle sigarette)

Permettetemi di esprimere la mia rapida e personalissima opinione sul fumo, nel rispetto di chi, a causa di esso, sì è rovinato la salute o ci ha rimesso la vita...Il fumo può essere un piacere (dannoso) od un vizio, così come l'alcool, il gioco, il sesso, il cibo o il pallone...tutte cose che possono creare assuefazione, far male e uccidere, proprio come un pacchetto di Pall Mall...Dipende da come uno se lo vive: viziati si nasce, o si diventa, cazzo non lo so, ma "sviziarsi" non è roba da poco, e non ci stanno medicine, cerotti, terapie o altre cazzate che tengano...bisogna chiudersi dentro una stanza e sbattere la testa al muro (e non intendo in senso metaforico). Inoltre credo che TUTTE le campagne contro il fumo portate avanti in qualsiasi luogo del mondo siano una solenne ipocrisia...

Ma torniamo al centro anti-fumo on line, e vediamo che racconta:

Smettere di fumare può essere difficile, tuttavia milioni di persone ci sono riuscite.Spesso occorrono più tentativi prima di riuscirvi definitivamente, ma molti fumatori riescono al primo, se sono molto motivati.

Bene, sembra promettente, andiamo avanti, ma non prima di aver acceso una sigaretta...

Innanzitutto, bisogna sapere che il fumo è una dipendenza ingenerata dalla nicotina, (ma nooo...daaai...) una sostanza psicoattiva, con un enorme potenziale di assuefazione.

La nicotina pur non essendo particolarmente tossica alle dosi liberate con la sigaretta, è la vera responsabile di tutti i danni da fumo. Induce nel fumatore un miglioramento dei processi cognitivi, (Matematica: 40 sigarette sono un pacchetto da venti e due da dieci, ok; Inglese: CAMEL vuol dire cammello...ok, sono un piccolo genio...)
dell’attenzione e delle performance psicomotorie (ho appena effettuato un doppio Axel a sinistra senza pattini e senza ghiaccio, forse non erano solo sigarette...)
è dotata di effetto ansiolitico, migliora l’umore, ha proprietà euforizzanti e trasmette piacere.

Sono questi ultimi effetti quelli che portano il fumatore a ripetere l’atto del fumare, alla ricerca del piacere.
(Come dare torto al povero fumatore?)

[...]Ecco le ragioni del “circolo vizioso” che portano il fumatore ad aver bisogno della sigaretta. Interromperlo però è possibile e rivolgersi al medico è il primo passo per  riuscirci. La sua figura è importante perchè è la persona che saprà aiutare e consigliare al meglio il fumatore, suggerendo un percorso che si adatti alle specifiche esigenze di ognuno[...] (Il mio medico fuma tutto il fumabile: sigarette, sigari, pipa e un intruglio peruviano pastoso a dir poco sospetto...sarebbe come affidare la pecora al lupo...)

Se poi i metodi tradizionali dovessero fallire, ecco allora le "cure alternative"

I metodi alternativi sono davvero molti: agopuntura, prodotti naturali come avena, lobelina,
(efficace sì..provate a fumare degli aghi, oppure i corn flakes della colazione...e poi che cavolo è la lobelina???) estratti di pepe nero (peggio mi sento...), menta e preparazioni a base di tè (neanche a parlarne...alzi la mano chi non ha provato a mettere queste cose dentro una cartina almeno una volta...); rimedi fisici come automassaggio, (adesso si chiama così...) stimolazione magnetica transcranica, (?) auricoloterapia, (???)...e perfino l’alcalinizzazione delle urine (noooo...questo nooooo...) e la suggestione con messaggi registrati sotto anestesia. (...Sei un fico...tu...sei un fico da paura...Brad Pitt ti fa un baffo...George Clooney ti spiccia casa...Sei un fico....)

[...]terapia alternativa significa semplicemente “medicina non basata sull’evidenza scientifica”, o per molte terapie “medicina non ancora basata sull’evidenza scientifica”. Quest’ultima definizione rende ragione del fatto che molte persone si rivolgono alle medicine non convenzionali che hanno tuttavia una loro “validazione”, per quanto impropria: quella del passaparola, della sensazione che la terapia o il metodo abbia funzionato su quella persona, per un certo tipo di sintomo[...] 
(Troppo complicato, me ne accendo un'altra...)

Ai colleghi fumatori, un consiglio: accendete qualche sigaretta in meno, male non farà, e soprattutto accendetela lontano dagli altri...un po' per rispetto, ma anche perchè il fumatore passivo è un fumatore a scrocco, (fosse per me lo tasserei). Non vi chiedo di smettere perchè sarei cattivo maestro: io lo faccio cinque volte al giorno (a volte di meno, comunque mai più di sette)
Agli altri: Se qualcuno dei vostri cari esagera con le sigarette fate bene a diffidarlo, è un gesto nobile ancorchè doveroso, ma non siate troppo severi con chi, poche volte al giorno, si fà un po' male per trarre momentaneo piacere...quella è una cosa che, in una maniera o in un'altra facciamo tutti: chi con una Marlboro, chi con una bottiglia, chi con un tiramisù, chi con la sorella della sua ragazza...
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venerdì, 23 novembre 2007

Le Perle dell'Architetto

“L’Architetto” è il mio datore di lavoro, nel suo studio ci siamo solo io e lui (insieme ad altri liberi professionisti che lavorano per conto loro nelle stanze adiacenti), il che comporta un rapporto di lavoro molto stretto, e spesso informale…a volte è quasi un rapporto padre-figlio, visto che con l’età ci siamo, più o meno…
Le “Perle”, invece, altro non sono che gocce di saggezza, o di umorismo, che il nostro eroe regala generosamente nei giorni in cui è più ispirato, forte della sua vena poetica, satirica, della sua grande proprietà di linguaggio (è sorprendente, dovete credermi) ma anche della sua innata capacità di passare da un registro elevatissimo (stile Accademia della Crusca) ad uno di scarsissimo spessore (stile Accademia dell’antico Coatto Romano). Non a caso è un discreto attore teatrale, nel tempo libero…

 Non si sa mai cosa può nascere da una raccolta di tali massime e aneddoti…io inizio ad archiviarle, con il rammarico di non avere cominciato prima…

 Questo episodio è accaduto ieri, non è nulla di particolare, ma per dovere di cronaca

 Architetto: “Potresti andare a ritirare le fotocopie, per favore?”
Arashi: “Come no…dal solito negozio oppure dal “Milanista”?”
(dare soprannomi è il modo più rapido per identificare i luoghi, specialmente quando ci sono quattro copisterie nella stessa strada)
Architetto: “No, ce n’è uno nuovo vicino al bar, quando ne ho tante da fare voglio portarle lì, perché mi fa uno sconto”
(e, aggiungo io, perché la moglie del proprietario è una gnocca micidiale che porta i suoi 50 anni come fossero 30, che veste sempre in maniera succinta e che fa la gatta morta con chiunque varchi la soglia del negozio).
Arashi: “Bene, ma bisogna dare un soprannome anche a questo, altrimenti faccio confusione…come lo chiamiamo?”
Architetto: “Il CORNUTO”
Arashi (che ancora non sapeva ci fosse la signora, in negozio): “Beh, un bel soprannome, non c’è che dire…ma perché l’ha detto con tanta sicurezza, mi scusi…questo tizio ha la faccia da cornuto?”
Architetto: “Non esattamente: più che la faccia…ha la MOGLIE…da cornuto…”

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sabato, 17 novembre 2007

R - Evolution

Poche sere fa, a cena, Il sottoscritto, suo padre, sua madre e sua sorella discutevano animatamente di biologia

No, non siamo una famiglia prodigio, tipo i tenembaum’s, ma a stuzzicare l’intelletto ci si è messa una mazzancolla (da non confondere con il gambero): acquistata alle sei e mezza di mattina, rimasta in frigo per oltre dodici ore, era l’unica sopravvissuta tra sue colleghe nell’insalatiera…stoica…Quanta forza in dieci centimetri di crosta, zampette ed antenne…
Non ho potuto fare a meno di pensare che noi esseri umani, dominatori del mondo, siamo individui decisamente troppo complessi: per sopravvivere abbiamo bisogno di respirare, bere, mangiare, lacrimare, sudare, non possiamo fare a meno dell’acqua, del sole, di un telefonino, di un’adsl veloce e un buon avvocato.

Invece questa tenera creaturina ha resistito per mezza giornata (tempo che assume una certa rilevanza rapportato alla sua vita media) fuori del suo habitat naturale, senza cibo nè acqua (e scusate se è poco, direbbe lei), mentre i più dotati fra noi, non resisterebbero più di 5 minuti sotto la superficie marina.

Ripeto, siamo individui troppo complessi e, presto o tardi, la natura ci presenterà il conto (più prima che poi, se continuiamo a stuzzicarla in questo modo). Quando un evento catastrofico dovesse verificarsi (Meteorite, disastro ambientale, Berlusconi di nuovo al governo) noi ci estingueremmo rapidamente mentre altre specie, organismi più semplici, più adattabili, più resistenti, sopravviveranno, e allora le mazzancolle domineranno la terra, cucinando in padella i nostri pochissimi sopravvissuti, e consumando una feroce vendetta evolutiva…(oltre che un lauto pasto).

 Mia sorella (individuo profondamente complesso anche lei…) che non perde mai un occasione per deliziarci con lo sfoggio della sua immensa cultura a 360 gradi,  si è agganciata alle mie considerazioni dando il via al “gossip biologico”:

“I coccodrilli sono dei fossili viventi, mantengono la stessa struttura di 5 milioni di anni fa!”
"Tra 2000 anni non avremo più il mignolo del piede, si sta atrofizzando!!”
“Uno scarafaggio può resistere due mesi senza cibo ed è immune alle radiazioni!!!”
“Lo sapevate? SAPEVATELO!!!!”

 A quel punto mia madre, senza spostare lo sguardo dal piatto e senza smettere di condire l’insalata, pronunziò il verbo:

 “Senti, il tuo scarrafone potrà anche sopravvivere ad un olocausto nucleare, ma non al mio piede…”

 La saggezza materna fece calare il silenzio sulla tavola, nessuno ebbe il coraggio di contraddire tale verità schiacciante (mai termine fu più appropriato).

 La conservazione della specie è una questione di scarpe a punta

postato da Jollyjumper alle ore 11:52 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
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sabato, 10 novembre 2007

Down by the river

Roma è un po’ puttana.

Ammicca, ti conquista, ti soddisfa, ma ti chiede sempre il conto, e non ti bacia mai.

Spesso si nasconde…per quanto uno possa conoscerla non faticherà molto a trovare un vicolo, una piazza o uno scorcio che non aveva mai visto. C’è una cosa della mia città, che più di tutte mi affascina, mi tormenta e mi tiene per le palle: il Fiume Tevere…lo so, non brillo in fantasia, ma che ci posso fare?
Ogni tanto ci vado, sul greto, a godermi lo spettacolo e a pensare, incurante della sporcizia (tanta, troppa…) e dell’odore a tratti nauseante. Ieri notte l’ho fatto: sarà che la serata è finita presto, che la compagnia si è diradata, sarà che lei era lontana e che piovigginava…insomma la serata perfetta…

 Ed eccomi lì, seduto sull’argine a venti centimetri dall’acqua, con una bottiglia di the freddo alla pesca in mano…lo so: moooolto poco romantico, una birra o un whisky sarebbero stati più “cinematografici”, ma io sono credibile nel ruolo del poeta maledetto come Giuliano Ferrara lo sarebbe in quello di Nemo, chiusa parentesi.

E’ bello il Tevere, ragazzi, viene voglia di buttarmici dentro, ma anche solo il pensiero potrebbe avvelenarmi…Lo chiamano “Biondo”, anche se è verde-marroncino di chissà quali schifezze, ma quando lo vedo, credetemi, queste sono le ultime cose a cui penso…Quella lingua d’acqua è lì da tempo immemore, da prima di me, di voi, di Roma stessa, e anche se ne ha passate un bel po’, sembra non avere risposte.

 Ha visto cose che noi umani non possiamo immaginare: I Cesari, i Gracchi, lo sfarzo della Roma antica e la sua decadenza, imperatori in trionfo e assassini in fuga…nelle sue acque si sono bagnati alcuni degli uomini che hanno fatto la storia della città (e del mondo): Nerone e Agrippina , Augusto e Bruto, ma anche Mastro Titta e Pasquino, Belli e Trilussa…a due passi dal suo letto sono stati eretti capolavori come San Pietro e Castel Sant’Angelo, il suo corso, nei secoli, è stato deviato, ma lui è ancora lì, vorticosamente immobile e non dimentica: non dimentica le battaglie, i saccheggi, l’indipendenza e le sue vittime, la guerra, i rastrellamenti, gli anni di piombo…Di che colore sei, in verità, “Biondo” Tevere? Sei verde di speranza o rosso per tutto il sangue che hai visto, e che in te è stato versato? Sei forse viola di vergogna, o grigio di oblio, o nero di rabbia, contro chi ti ha abbandonato a te stesso, lasciandoti in preda a vandali e criminali…non so di che colore sei, o fiume, ma ieri sera, mentre mi ballavano in testa questi fantasmi, ad un certo punto uno strano suono mi ha riportato alla realtà…no, non era il tuo rumore, quel rombo sordo delle rapide, il grido di chi giace sul fondo del tuo letto (in senso lato o meno…). Non era niente di simile, era la voce di uno dei tuoi abitanti, un vagabondo, visibilmente ubriaco, che sedeva sull’argine come me, ma sull’altra sponda. Nel buio non l’avevo notato, ma adesso si era messo a cantare a squarciagola…era “immigrant song” o qualcosa di simile, comunque urlava in maniera sconclusionata quanto straziante. Poi ci siamo guardati per qualche secondo, in silenzio …Io coi miei pensieri e l’impazienza di farmi un tuffo, lui con la sua bottiglia e la sua vita in un fardello…a dividerci, l’arteria pulsante di Roma. Gli ho risposto con lo stesso gesto, mentre mi interrogavo su chi, tra noi due, fosse quello fuori di testa...

 
postato da Jollyjumper alle ore 17:05 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
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Sono quello dietro allo specchio...o davanti...non capisco mai la differenza...


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